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Calendario finlandese. Febbraio

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La Finlandia mese per mese. Alla scoperta di tradizioni, ricorrenze e racconti popolari attraverso il calendario finlandese.

Febbraio, Helmikuu, il mese…

  • della perla (helmi=perla, kuu=mese), con riferimento alle “perle” di ghiaccio che si formano su foglie e rami quando la temperatura si abbassa drasticamente sotto lo zero.

2.2. Kynttilänpäivä 

40 giorni dopo Natale. Tradizionalmente la Candelora è considerata, insieme a San Heikki (19.1.) e San Paavo (25.1.), una sorta di spartiacque tra inverno e primavera. Nella Finlandia agraria per la Candelora si mangiavano porridge di orzo, zamponi e zuppa di carne, e ci si assicurava che tutto fosse pronto per il ritorno al lavoro nei campi; si controllava che ci fossero abbastanza scorte di cibo, che i lavori forestali fossero a buon punto e le reti da pesca pronte.
La Candelora compare in molti proverbi

  • legati alle previsioni meteo

Hyvin kylmi kynttelinä, pahoin paleli Paavalina, tuli halla heinäkuussa, talvi keskellä kesää
(“Se fa freddo per la Candelora, se si congela il giorno di San Paavo, a luglio viene il gelo, l’inverno in piena estate”)
Jos ei ole kylmä kynttelinä eikä pakkanen pauku Paavona, niin on halla heinäkuussa ja talvi keskellä kesää
(“Se non fa freddo per la Candelora, se non si congela il giorno di San Paavo, a luglio viene il gelo, l’inverno in piena estate”)
Insomma, poco importa se per la Candelora è tempo bello o meno, in estate sarà comunque freddo. L’ottimismo finlandese…

  • alla riuscita del raccolto

Se per la Candelora nevica molto, in autunno ci sarà un buon raccolto

  • all’arrivo della primavera

Kynttelinä karhu kylkeään kääntää
(“Per la Candelora, l’orso cambia fianco”) molto simile alla versione italiana “Di Candelora l’orso esce fuora per un momento e se vede l’ombra torna dentro”
9 settimane dal primo disgelo dopo la Candelora, il ghiaccio si scioglie
10 settimane dal primo disgelo dopo la Candelora, è possibile arare i campi

3.2. Alvar ja Aino Aallon ja suomalaisen arkkitehtuurin ja muotoilun päivä

Il Giorno dell’architettura e del design finlandesi, in onore di Alvar e Aino Aalto.

Architetto e designer, uno dei maggiori rappresentanti del Movimento Moderno a livello mondiale, Alvar Aalto (1898-1976) seppe unire con maestria semplicità e funzionalità, razionalità e sinuosità, sensibilità luministica e materiali naturali, creando edifici umanizzati in armonia con l’ambiente circostante. Disegnò i padiglioni finlandesi per l’Esposizione di Parigi (1937) e per quella di New York (1939); nel 1938 il MoMa organizzò una mostra in suo onore sancendo il suo successo internazionale. Seguirono la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects e la laurea ad honorem del Politecnico di Milano. Tra le sue opere più famose il Sanatorio di Paimio, la Biblioteca di Viipuri, lo Studio Aalto a Helsinki, l’Università di Jyväskylä, la chiesa di Riola, la Chiesa della Croce a Lahti, la Casa sperimentale a Muuratsalo e il Museo Aalto a Jyväskylä.
Nel 1924 sposò l’architetto e compagna di studi Aino Marsio (1894-1949). Il loro fu un connubio sentimentale e professionale; lavorarono a lungo fianco a fianco e Aino progettò gli interni e il mobilio per gli edifici del marito. La loro luna di miele in Italia fu di grande ispirazione per la coppia d’architetti. Quando Aino morì, Alvar si chiuse in un silenzio lavorativo che fu rotto nel 1952 quando si risposò con Elissa Aalto (1922-1994), architetto e designer presso il suo studio.

5.2. Runebergin päivä

Farina, mandorle, pan di zenzero, uova, zucchero, panna, burro, confettura di lamponi e glassa: ecco gli ingredienti del celebre runebergintorttu, il dolcetto che si mangia il 5 febbraio per festeggiare la nascita del grande scrittore finno-svedese Johan Ludvig Runeberg (1804 – 1877), a cui deve il nome. La leggenda vuole che sia stata sua moglie Frederika a inventarlo, ma in realtà sembra che il pasticcere Lars Henrik Astenius avesse portato la ricetta con sé a Porvoo da San Pietroburgo. Tutti sapevano che Runeberg andava matto per quei dolcetti e ben presto in città tutti iniziarono a chiamarli “i dolcetti di Runeberg”.

Il Runebergin päivä fu istituito nel 1854 in onore di Runeberg, personalità centrale del Romanticismo finlandese che dette alla Finlandia un’identità morale. L’idea che si è tramandata negli anni della Finlandia dei mille laghi e delle sconfinate foreste vergini è opera sua. Fu proprio lui a proporre un ritratto idilliaco del paesaggio finlandese, silenzioso e pacifico, costellato di laghi e immense foreste, rigorosamente visto dall’alto. Nonostante il profilarsi di città e fabbriche, e l’affermarsi di un paesaggio urbano, quell’immagine di foreste, laghi e prati visti dall’alto manterranno a lungo il primato nella rappresentazione artistica, in pittura così come in letteratura. Il carattere rurale del Paese e il contatto dell’uomo con l’ambiente circostante diverranno segni distintivi e positivi dei finlandesi, descritti come gente umile, incorrotta, “naturale”, ingegnosa, forte, diligente e resiliente. E proprio nella poesia “La nostra terra” di Runeberg, musicata da Fredrik Pacius nel 1848 e divenuta inno nazionale finlandese già nella seconda metà dell’Ottocento, queste caratteristiche si ritrovano in maniera esemplare.
La poesia, che si trova all’interno del poema in svedese “Le storie dell’alfiere Stål”, fu tradotta in finlandese da un gruppo di traduttori guidati da Julius Krohn e rivista da Paavo Cajander. Sebbene la poesia si componga di 11 strofe, di solito si cantano solo la prima e l’ultima. Dall’inno emerge una terra povera in quanto a oro ma preziosa dal punto di vista delle bellezze naturali: il mormorio della foresta, il chiaro di luna, gli impetuosi torrenti, i fiumi, le isole e i laghi. I finlandesi sono descritti come un popolo che ha sofferto per le guerre, per la fame e per la durezza del clima, un popolo che ha combattuto “con l’aratro, la spada e il pensiero”. È quella terra dei mille laghi, umile e cara, piena di speranza e di ricordi, di gioie e di pianti, che i finlandesi sono orgogliosi di chiamare patria.

Clicca qui per ascoltare l’inno nazionale finlandese
Clicca qui per ascoltare la versione strumentale degli Apocalyptica, celeberrimo gruppo finlandese symphonic metal

6.2. Saamelaisten kansallispäivä

Dal 2004, il 6.2. si festeggia la Giornata dei Sámi, antica popolazione indigena ugrofinnica che conta oltre 80.000 persone divise tra Russia, Finlandia, Norvegia e Svezia (area denominata Fennoscandia).

Prima con l’affermarsi del cristianesimo, che ha perseguitato gli sciamani lapponi e demonizzato i simboli pagani, poi con le severe politiche di assimilazione da parte delle culture dominanti, i Sámi hanno affrontato un lungo periodo di oppressione che ha comportato l’indebolimento della loro lingua, il diffondersi di un senso d’inferiorità intellettuale e culturale e il rigetto della propria identità etnica. Già a partire dagli anni ’60 i Sámi riscoprono un profondo orgoglio per le proprie origini e si organizzano intorno a un’identità comune per fare valere i loro diritti. Norvegia, Svezia e Finlandia approvano il concetto di “identità nazionale Sámi”, stabiliscono che l’etnicità dipende da fattori quali “autoidentificazione” e “lingua”, e che la Saaminess è estesa ai discendenti dei lapponi che furono tassati a partire dal medioevo.
I movimenti per la rivendicazione dei diritti dei Sámi hanno portato alla costituzione di diversi organi politici (senza valore legislativo) a tutela di tale minoranza. Oggi si cerca attivamente di trasportare le antiche tradizioni in contesto moderno per mantenerle in vita: si pensi alla rivisitazione del canto tradizionale yoik, diffuso anche a livello nazionale attraverso i reality shows, ai programmi tv e radiofonici in lingua Sámi, o alla letteratura in dialetto. Ci sono anche corsi scolastici che includono il Sámi. I festival di Kautokeino e di Riddu Riddu sono poi importanti punti d’incontro e di rinascita della memoria folcloristica Sámi.

“Io sono lo sciamano di Lapponia.
Or ora
mi sono mosso di nuovo
di sotto il ghiaccio. Un tempo,
m’uccisero
i preti, ed il sangue,
il mio sangue sulla terra
fecero i preti colare.
Maledirono, i preti,
il mio spirito possente,
e pensavano, i preti,
che il mio popolo si spegne,
ma forte
vive sopra l’aggressore
ancora,
questo popolo che amo.
Attraverso la notte polare,
attraverso la terra calpestata
questo popolo
un nuovo joiku solleva.
Il pugno questo popolo
solleva e fa vedere,
ed i diritti suoi
questo popolo esige.”
(Kirsti Paltto, poetessa Sámi. Trad. Giorgio Pierretti)

I colori della bandiera Sámi richiamano una forte simbologia legata alla natura e all’animismo: il cerchio unisce tutti i colori e rimanda al sole, apice del viaggio sciamanico, simbolo della spiritualità, della vita, della renovatio e del tamburo sciamanico; il giallo si riferisce alla luce; il verde alla natura, al territorio e alla crescita; il blu all’acqua, all’aldilà e alla luna e, come suo opposto e complementare, in linea col sistema sciamanico di credenze, il rosso al fuoco, al calore, al sangue e alla vita.
Sámi soga lávlla, scritto in sami settentrionale da Isak Saba e pubblicato nel 1906 nel giornale Saǥai Muittalægje, è divenuto nel 1986 l’inno del popolo Sámi. Il testo è stato poi tradotto nei vari dialetti.
Monti, laghi e vallate, fiumi, foreste e renne, betulle, luna e aurora boreale fanno da sfondo a quest’inno in cui i suoni della natura sembrano mischiarsi a quelli delle attività tradizionali (pesca, allevamento di renne) in una poesia lirica, multisensoriale e altamente figurativa. I sami sono descritti come un popolo pacifico che non si spezza e che, anzi, resiste alle persecuzioni e non si piega né all’oppressore, né alla durezza dell’inverno. L’inno si chiude con un invito a ricordare le proprie origini sami, la propria lingua. “Sápmi ai sami!”

Ascolta qui l’inno Sámi

14.2. Ystävänpäivä 

Quella che per antonomasia è la festa degli innamorati, arriva in Finlandia solamente negli anni ’80 e prende il nome di Giornata dell’amicizia. Il San Valentino finlandese, infatti, celebra l’amore in senso lato e va ad abbracciare soprattutto i legami d’amicizia e familiari. I regali più popolari sono bigliettini d’auguri, cioccolatini e fiori.
Se siete alla ricerca della canzone d’amore perfetta per il vostro San Valentino, leggete anche Playlist finlandese di San Valentino.

15.2. Sipin päivä

In memoria del primo vescovo di Svezia, San Sigfrido. Un tempo, nella Finlandia meridionale, il 15 febbraio si ricominciava a governare i polli e i maiali all’aria aperta (in inverno gli animali venivano tenuti al chiuso nella stalla, nel pollaio e persino dentro casa). Il proverbio dice che se a Sipi i polli riescono ad abbeverarsi dalla neve sciolta che scende dalla grondaia, le galline deporranno molte uova. E se a Sipi piove significa che la primavera arriverà già a inizio maggio. Il clima mite è segno di primavera ma anche di un cattivo raccolto. Se invece nevica, nevicherà altrettanto nei mesi a venire.

24.2. Talvi-Matti

Nella Finlandia agraria, il 24 febbraio era chiamato

  • Talvi-Matti, Matti invernale, contrapposto al Matti autunnale (24.9.)
  • Kevät-Matti, Matti primaverile, perché segnava l’inizio della primavera
  • Vasikka-Matti, Matti vitello, perché in quel periodo nascevano i primi vitellini e ciò significava latte anche per i padroni di casa
  • Varis-Matti, Matti cornacchia, perché le cornacchie tornavano a gracchiare nel cortile
  • Kakkara-Matti, Matti cacca, perché lo sterco fresco dei cavalli congelava e finiva tra i piedi dei fattori

La temperatura mite nel giorno di Matti significava che la primavera stava arrivando e tanto più lunghi erano i candelotti di ghiaccio attaccati alla grondaia (“barba di Matti”), tanto più a lungo sarebbe durata. Ma se nevicava, sarebbe nevicato anche in primavera, mentre l’estate sarebbe stata calda e il raccolto di bacche abbondante. Si diceva anche che gli orsi vanno in letargo da Matti a Matti, cioé dal 24 settembre al 24 febbraio.
Un tempo Talvi-Matti era associato a diversi tabù e divieti, come quello di pettinarsi i capelli, o sarebbero caduti, di non macinare il grano, o la farina sarebbe andata a male, di non bere troppo latte, o i vitelli sarebbero morti in primavera, di non fare alcuni lavori e persino nascondere alcuni arnesi o la casa sarebbe stata invasa da serpi e lucertole in primavera e mosche e zanzare in estate.

28.2. Kalevalan päivä, suomalaisen kulttuurin päivä

Il Giorno del Kalevala, la festa della cultura finlandese. Per saperne di più sulla nascita del Kalevala e sul ruolo che ha giocato nello sviluppo della coscienza nazionale finlandese, rimando al mio articolo Kalevala. Introduzione all’epopea finno-careliana.

29.2. Karkauspäivä 

Il 29 febbraio appare sul calendario ogni quattro anni e veniva perciò considerato un giorno insolito, fuori dal comune, un giorno in cui tutto era al contrario, tanto che le donne potevano chiedere la mano dell’amato. Sì perché nel XIX secolo, quando l’usanza si diffuse nelle città finlandesi, la proposta di matrimonio spettava solo e soltanto all’uomo. Ma il 29 febbraio i ruoli s’invertivano. Karkauspäivä era anche detto scherzosamente “la festa delle vecchie zitelle” che in quel giorno avevano la possibilità di trovare marito. E se l’uomo diceva di no, doveva comprare alla spasimante una bella stoffa, così lei poteva almeno consolarsi con una nuova sottana.
Il verbo karata che compare nel nome karkauspäivä non significa “fuggire”, bensì “saltare” e fa riferimento al vecchio calendario di legno formato da un asticella con dei fori in cui veniva inserito un legnetto per tenere il conto dei giorni. A karkauspäivä il bastoncino veniva tolto e rimesso nel solito foro, come se “saltasse sul posto”.
In Finlandia, fino al 2000, karkauspäivä cadeva il 24.2., come da antico calendario romano che aveva solo 23 giorni.

Laskiainen

Carnevale! Per saperne di più, leggete Carnevale in Finlandia: hernekeitto, laskiaispulla e mäenlasku.

Fonti e approfondimenti:

Foto © Giulia Santelli

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