La Finlandia mese per mese.
Alla scoperta di tradizioni, ricorrenze e racconti popolari attraverso il calendario finlandese.
Agosto, elokuu, il mese…
- della raccolta (da elonkorjuu = raccolta, kuu = mese). Nella Finlandia agraria era il mese della mietitura che, in alcune zone, poteva iniziare anche a fine luglio. Per velocizzare la raccolta, le fattorie erano solite assumere lavoratori in più e qualche musico per allietare i lavori. I venti serali e silenziosi di agosto (kalevantulet o elovalkeat) aiutavano a sveltire la procedura.
I primi fasci di cereali, messi a essiccare e conservati nella stalla, venivano usati nei giorni successivi per fare il porridge (uutispuuro). Le ultime spighe tagliate, invece, erano intrecciate e lasciate nel campo, sotto una pietra, come portafortuna; l’ultima bica, addobbata con una coroncina di fiori, prefigurava il futuro di chi l’aveva tagliata e veniva lasciata nel fienile fino alla mietitura successiva come buon presagio. Un tempo agosto era chiamato anche kylvökuu (kylvö = semina, kuu = mese), perché si seminava la segale.
L’aria si fa più fresca, nel cielo tornano a brillare le stelle e le notti si allungano. Le bacche del sorbo scintillano rosse tra i rami, mentre le foglie di betulla cominciano a tingersi di giallo e il cestino si riempie di funghi e mirtilli.
E mentre gli italiani festeggiano ferragosto, gli studenti finlandesi tornano sui banchi di scuola: in Finlandia le vacanze estive finiscono già nella prima metà di agosto. La data precisa varia in base al comune.


8.8. Tove Janssonin päivä
La giornata dell’arte finlandese in onore della pluripremiata scrittrice e pittrice finnosvedese Tove Jansson (1914-2001), celebre per i suoi Mumin.
Jansson inizia la sua carriera da scrittrice e illustratrice con delle caricature antifasciste pubblicate nella rivista satirica finnosvedese Garm, di cui diverrà anche presidentessa.
All’inizio degli anni Trenta inizia a firmare i suoi lavori con dei piccoli e spaventosi troll neri, i primi Mumin, che assumeranno un aspetto buffo e rassicurante nei suoi libri. In piena Guerra d’inverno, tra il ’39 e il ’40, esce il primo romanzo dei Mumin: attraverso la scrittura, Jansson cerca di esorcizzare l’orrore della guerra e riappropriarsi dell’innocenza infantile, del senso di libertà, avventura e sicurezza, rassicurando allo stesso tempo i bambini dell’epoca. Tove affronta temi difficili (come alcol, morte, convenzioni sociali e sessuali) con umorismo e delicatezza, catturando il cuore di grandi e piccoli lettori.
I suoi Mumin, spesso definiti materialisti, borghesi e bohémien, si ispirano a persone vicine all’autrice e nelle loro vicende sono rintracciabili echi autobiografici. Ricchi di elementi fantastici e filosofici e allo stesso tempo umanamente realistici, in una felice unione di testo e immagini, i suo libri seguono l’alternanza delle stagioni (che si rispecchia anche nei temi e nello stile), mentre i suoi personaggi si trovano a fronteggiare avventure o catastrofi, partenze difficili e ritorni catartici alla pace delle mura domestiche.
Oltre ai romanzi, dei Mumin sono stati fatti albi illustrati e fumetti. I libri della Jansson sono tradotti in oltre 30 lingue, tra cui l’italiano.
Jansson scrive anche racconti brevi per giornali e riviste, progetta pubblicità, copertine e cartoline, illustra Lewis Carroll e Tolkien; dal 1947 prende a fare fumetti e a partire dagli anni Settanta pubblica diversi romanzi rivolti agli adulti.
Come pittrice, esordisce con una mostra personale nel 1943 e vine criticata per i troppi dettagli. Negli anni Sessanta approda all’arte non figurativa. La maggior parte dei suoi lavori artistici sono affreschi pubblici e decorazioni.
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10.8. Laurin päivä
“Lauri culofreddo”, detto anche “pantalonigelati”, porta l’autunno e l’aria pungente, getta nel lago la seconda pietra fredda (la prima era quella di Jaakko) e “fa la pipì sulle foglie”, che iniziano a tingersi di giallo. Come altrove, anche in Finlandia lo sciame meteorico delle Perseidi viene tradizionalmente associato alle lacrime di Lauri, San Lorenzo. Le tre notti successive sono chiamate rautayöt (notti di ferro) perché diventano più fredde.
Nella Finlandia agraria, il 10 agosto era il giorno della tosatura delle pecore.
La semina della segale era appena iniziata, mentre la raccolta degli altri cereali era già a buon punto e si potevano finalmente assaggiare i primi frutti del raccolto.
I cacciatori portavano a casa gli uccelli con cui si preparava una nutriente zuppa: in linea con le antiche credenze animiste, le ossa venivano sotterrate intere, così che gli uccelli potessero rinascere e tornare a essere cacciati l’anno successivo.
Secondo il proverbio, il meteo di San Lorenzo anticipava quello della stagione successiva: se pioveva, sarebbe stato un autunno piovoso; se faceva freddo, ci si poteva aspettare un inverno rigido.


20.8. Iljan päivä/Eliaksen päivä
Festività careliana in onore del profeta San Elia Tisbeläinen. Nella tradizione careliana, Ilja fa crescere i funghi, lega i covoni, raffredda le notti e getta una pietra fredda in acqua ponendo fine alla stagione dei bagni al lago. Visto che un tempo Ilja era associato al temporale, il 20.8. ci si teneva lontano dal lavoro nei campi per evitare di essere fulminati. I careliani ortodossi erano soliti festeggiare San Ilja visitando il cimitero e la chiesetta in legno (tsasouna). Oggi questa festività si ritrova a Ilomantsi.
24.8. Perttelin päivä
Un tempo considerato il primo, vero giorno d’autunno: la natura ha rallentato la sua crescita, gli uccelli migratori si preparano alla partenza e la rugiada mattutina risplende sulle foglie di mirtillo. Nel calendario agreste di una volta, a Pertteli si era ormai finito di seminare la segale, e la raccolta di cereali e legumi era quasi conclusa, perciò di cibo ce n’era in abbondanza. Per lavare via la polvere della raccolta e riprendere fiato ci si rifugiava nella sauna calda e accogliente. Secondo la tradizione, Pertteli getta la terza pietra fredda in acqua, fa diventare neri i mirtilli e scure le notti. Il proverbio dice che se dopo il 24 agosto il tempo non migliora, bisogna iniziare a portare in casa la legna per accendere il fuoco.


Suomen luonnon päivä
Dal 2013, l’ultimo sabato di agosto si celebra la Giornata della natura finlandese, una festa dedicata al rapporto speciale tra i finlandesi e la natura. Il dolce ufficiale legato a questa recente festività è la torta di mirtilli.
Fin dall’antichità il bosco è stato un elemento onnipresente nella vita dei finlandesi: questo luogo magico, allo stesso tempo amico e nemico, popolato da creature fatate, ha fornito cibo, riparo, legname, medicinali e nel XIX secolo è divenuto anche la forza trainante dell’economia finlandese.
Questa centralità dell’ambiente naturale, che deriva da un rapporto vitale e diretto con l’uomo, si esemplifica nella tradizione popolare, ricca di fiabe, aneddoti, poesie e incantesimi in cui emergono la potenza della natura e l’ambivalenza del bosco.
Nel corso dell’Ottocento, le arti danno forma a una certa immagine di “finlandesità” che si pone in stretta connessione con l’ambiente naturale, con un patrimonio tradizionale comune e con un passato mitico, al fine di rafforzare l’idea di unità nazionale. Si afferma così un’immagine idilliaca del paesaggio finlandese, silenzioso e pacifico, costellato di laghi e immense foreste vergini, rigorosamente visto dall’alto. Il carattere rurale del Paese e il contatto dell’uomo con l’ambiente circostante diverranno segni distintivi e positivi dei finlandesi, descritti nella letteratura dell’epoca come gente umile, incorrotta, “naturale”, ingegnosa, forte, diligente e resiliente.
Nonostante il profilarsi di città e fabbriche, e l’affermarsi di un paesaggio urbano costellato di segherie, le vedute di laghi e boschi manterranno a lungo il primato nella rappresentazione artistica tanto che oggi il turista ha impressa nella mente proprio quest’immagine di Finlandia. Ma le foreste sono tutt’altro che vergini, il debbio e l’agricoltura hanno lasciato segni indelebili, e quell’identità romantica, ormai anacronistica, è stata messa in crisi dal processo d’industrializzazione che si afferma nella seconda metà dell’Ottocento proprio grazie all’industria forestiera. Abbandoniamo dunque l’immagine anacronistica e romantica di Finlandia intonsa, selvaggia, remota e impariamo a (ri)conoscerne la bellezza guardandola con occhi più consapevoli.
Ma nonostante l’inurbamento e l’industrializzazione, il legame tra finlandesi e bosco non è scomparso e nel 2017 si è aggiudicato lo status nazionale di espressione del patrimonio culturale locale. Secondo alcune ricerche, la maggioranza dei finlandesi considera il bosco una componente importante della vita e della cultura finlandese1.
I boschi (quasi) interminabili, l’usanza di trascorrere le vacanze nei tradizionali cottage di legno (mökki), lo sci di fondo e le passeggiate estive, la raccolta di bacche e funghi, i molteplici nomi di luogo e i modi di dire che hanno a che fare col mondo naturale contribuiscono a mantenere vivo il profondo e antico legame tra i finlandesi e il bosco. Come dice il proverbio, “il finlandese può lasciare la foresta, ma la foresta non lascia mai il finlandese”. In un certo senso è vero, il bosco fa parte della cultura finlandese ma, nonostante tutti ne percepiscano l’importanza culturale e sentano di dovergli rendere omaggio, non ha certo frenato la progressiva alienazione dei finlandesi dalla foresta, dove spesso si va solo per brevi escursioni.
“Per un finlandese, la natura è così vicina che spesso nemmeno ci si fa caso. È come una cara amica, di cui si comincia a sentire la mancanza solo quando si è lontani. È in tutto ciò che facciamo: nel cibo, nel modo di parlare, nelle feste, nell’arte, nei giochi, e naturalmente anche nell’attività fisica. A volte quest’amica ci fa perdere la pazienza. Tipo quando nevica così tanto da non vedere a un palmo dal naso o quando si mette a piovere nel bel mezzo di un matrimonio in estate. Allora malediciamo quella nostra cara amica impulsiva. Ma non appena torniamo a muoverci insieme a lei, l’umore migliora, il passo si fa più spedito e magari ci scappa pure un sorriso.” (trad. mia)2
E anch’io, che vivo in un paesino sperduto, circondata dai boschi, spesso mi arrabbio con questa natura aspra, me la prendo con questo clima estremo, con la neve che non si scioglie e il silenzio assordante, con l’estate troppo corta e il buio troppo lungo, e mi domando se riuscirò a sopravvivere a un altro inverno.
Ma poi esco e mi ritrovo ad ascoltare il rumore del ghiaccio che si muove sull’acqua, ad ammirare i colori del cielo invernale, il sole che scintilla sulla crosta di neve gelata, la neve che appesantisce i rami degli alberi. A camminare in paludi che sembrano infinite, incuriosita da mille tipi di muschi e licheni, dal sottobosco morbido e profumato, dai colori degli alberi in autunno, dalla straordinaria quantità di bacche e funghi. Dagli alberi essiccati e da quelli caduti e ricoperti di muschio, dai riflessi nel lago, dalle barbe di licheni che pendono dai rami. E mi ricordo perché ho scelto la Finlandia.


Venetsialaiset
L’ultimo fine settimana di agosto si festeggia la fine dell’estate, delle vacanze al cottage e delle ultime uscite in barca. I falò e le lanterne colorate si riflettono sull’acqua, mentre i fuochi d’artificio rischiarano le prime vere notti buie dopo l’estate.
Un tempo, questa festa non aveva una data precisa. La tradizione dei falò sarebbe nata quando, al termine delle vacanze, i villeggianti ripulivano il cottage prima di tornare in città e bruciavano ciò che non serviva più.
Con il tempo, però, la festa si è trasformata e ha assunto un’atmosfera decisamente più romantica, ispirata a Venezia, da cui deriva anche il nome venetsialaiset: quando ancora non esisteva l’elettricità, le barche illuminavano i canali con le lanterne, creando giochi di luce e riflessi sull’acqua e sui palazzi. Sempre a Venezia, nel Cinquecento, arrivarono dalla Cina i primi fuochi d’artificio, che entrarono gradualmente a far parte delle celebrazioni pubbliche. Le feste “alla veneziana”, fatte di luci, fuochi e riflessi sull’acqua, si diffusero così in altre parti d’Europa e intorno al 1840 arrivarono anche in Finlandia.
La tradizione attecchì soprattutto lungo la costa occidentale, che ancora oggi è il cuore dei venetsialaiset, anche se la festa viene celebrata, con modalità diverse, in tutto il Paese. Kokkola è considerata la capitale ufficiosa dei venetsialaiset.


Fonti e approfondimenti:
- Turun Sanomat. Mistä tulevat kuukausien suomenkieliset nimet?
- SKS. Juhlakalenteri
- Taivaannaula. Vuodenkierto, Elokuu, Iljan päivä, Laurin päivä, Perttelin päivä
- Tunturisusi. Elokuu
- SKS. Tove Jansson
- 1Paaskoski, Leena – Rikala, Marko – Roiko-Jokela, Heikki, 2018, “Suomalaisia metsäsuhteita”, in Paaskoski, Leena – Rikala, Marko – Roiko-Jokela, Heikki (a cura di), Suomalainen metsäsuhde, Punkaharju, Lusto-Suomenmetsämuseon-Metsähistorian Seura, pp. 5-9
- 2“Suomalaiselle luonto on niin lähellä, ettei sitä aina edes huomaa. Se on kuin paras kaveri, jota alkaa kaivata vasta, kun siitä joutuu erilleen. Se on mukana kaikessa mitä teemme: ruoassa, puheessa, juhlissa, taiteessa ja leikissä sekä tietysti liikunnassa. Välillä käy niin, että tähän kaveriin menee myös hermot. Kun lunta tupruttaa silmien täydeltä tai kun vettä tulee kesken kesähäiden, me kiroamme tuittupäistä luontoamme. Mutta kun sen kanssa pääsee taas liikkeelle, mieli virkistyy ja jalka nousee rivakammin. Saattaa vähän naurattaakin.” Juhli Suomen luontoa elokuun viimeisenä lauantaina
- The forest relationship in Finland
- Minna Pyykön maailma: Löytyykö suomalaisuus metsästä?
- Mennään metsään
- Minä ja mun puu
- Venetsialaiset: 1, 2, 3
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Foto e testi © Giulia Santelli
Blog emozionante, hai saputo trasmettere a pieno la filosofia finlandese attraverso una pagina web. Mi sono affacciata da poco a tutta la cultura e le tradizioni finlandesi ed il loro modo di vivere a stretto contatto con la natura è magnetico. Nel mio breve viaggio in Finlandia sono stata rapita da tutta questa natura immersiva in cui ti ritrovi 24h al giorno. Un paese meraviglioso e profondamente radicato nella semplicità. Le tue foto sono stupende ed il racconto del tuo viaggio richiama un’altra visita in Finlandia. Non vedo l’ora di tornare e magari provare qualche esperienza simile alla tua. Bellissimo.