Oggi molte delle antiche pratiche pasquali non hanno più il significato che avevano un tempo.
Non viviamo più in una società agricola in cui la primavera determina direttamente la sopravvivenza della famiglia, e i rituali legati alla protezione del raccolto, agli animali o alla fertilità appartengono soprattutto alla storia e al folklore.
Ma la Pasqua conserva ancora un curioso intreccio di elementi.
C’è la tradizione cristiana.
Ci sono i simboli della primavera.
Ci sono il virpominen, i rami di salice, il rairuoho, le uova e i pulcini.
C’è il mämmi.
E c’è, soprattutto, quella particolare sensazione di celebrare la primavera prima ancora che la primavera sia davvero arrivata.
Forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della Pasqua finlandese.
In Italia, quando pensiamo alla Pasqua, possiamo facilmente immaginare prati verdi, alberi in fiore e tavole apparecchiate all’aperto.
In Finlandia può esserci ancora neve fino all’orizzonte.
Ma sul davanzale cresce l’erba.
I bambini bussano alle porte con i loro rami decorati.
E qualcuno, da qualche parte, sta mangiando mämmi.
La primavera, evidentemente, è già cominciata.
Se dopo il carnevale vi siete messi a stecchetto, per motivi religiosi o perché avete mangiato troppi laskiaispullat, vi comunico che i 40 giorni di digiuno sono finiti, avete ufficialmente raggiunto il traguardo e siete arrivati tutti interi a Pasqua (in fin. pääsiäinen, dal verbo päästä, “raggiungere“)!
Anche la Pasqua, come altre feste religiose, affonda le radici nel mondo pagano e agricolo: infatti, in diverse culture, molto prima della resurrezione di Cristo, si festeggiava la rinascita della natura, la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, lo sbocciare della vita. Ecco dunque che i simboli della Pasqua cristiana trovano un riscontro negli antichi simboli pagani legati alla renovatio della natura.
I simboli della Pasqua finlandese
- pulcini e coniglietti;
- narcisi, gigli, tulipani e rami di salice decorati;
- rairuoho, loglio perenne, che viene piantato in casa prima di Pasqua e lasciato crescere sul davanzale. Quando arriva la festa, viene decorato con pulcini, coniglietti e ovetti. La pratica si è diffusa a partire dagli anni Sessanta e richiama chiaramente l’idea della natura che torna a vivere;
- kananmuna, uova, che un tempo venivano decorate a mano con coloranti naturali, per esempio le bucce di cipolla. Oggi i bambini usano più spesso colori acrilici o simili. Nel poema nazionale finlandese, il mondo nasce proprio dalle uova deposte da un uccello sul ginocchio di Ilmatar, la fanciulla dell’aria: il mito racconta che le uova si rompono e dai frammenti prendono forma il cielo, la terra, il sole, la luna e le stelle (cfr. Kalevala, vv. 225-244). Nella Finlandia agricola di una volta, le uova degli uccelli migratori erano una preziosa fonte di cibo e segno che l’inverno stava finendo;
- suklaamuna, uova di cioccolato, più piccole e dall’incarto meno appariscente rispetto a quelle che si trovano in Italia. ➡️Leggi il post sui Mignon di Fazer. Da qualche anno in Finlandia si è diffusa la caccia al tesoro con le uova di cioccolato. È toccata anche a me. ➡️Guarda il video sulla caccia alle uova che mi ha organizzato Risto
Cosa si mangia a Pasqua in Finlandia?
Visto che all’inizio della primavera la terra è ancora sterile, imprigionata sotto la coltre di neve, i piatti tradizionali della Pasqua finlandese sono relativamente poveri: sanguinaccio, rieskat (focaccia bassa, senza lievito, fatta con patate, orzo o avena), piirakat (ne esistono di vari tipi, dolci o salate, e differiscono per forma e ripieno), burro salato, formaggi e agnello. Oggi il menù varia molto da famiglia a famiglia e da regione a regione, ma ci sono alcuni alimenti che ritornano più spesso, in particolare:
- uova di cioccolato
- agnello
- mämmi. Dalla forma e dal colore decisamente poco invitanti, il mämmi resta l’emblema della cucina pasquale finlandese (sebbene a molti non piaccia particolarmente). A base di farina di segale e di malto di segale, il mämmi viene servito freddo accompagnato da zucchero, salsa alla vaniglia, latte o panna liquida. In passato era il piatto forte del venerdì santo quando non si poteva accendere il fuoco e si consumavano, perciò, soltanto cibi freddi. Il suo corrispettivo ortodosso è il pasha, un piatto molto dolce a base di quark uvetta e mandorle.
➡️ Guarda il video in cui parlo del mämmi.
Hiljainen viikko: la Settimana Santa finlandese
In finlandese, i nomi dei giorni che compongono la Settimana Santa (Hiljainen viikko, “settimana silenziosa” o Piinaviikko, “settimana della passione”) si basano sull’allitterazione e conservano tracce di antiche tradizioni popolari.
➡️ Leggi il post sulla Domenica delle Palme
A proposito dei ramoscelli come canali di energia e di vitalità: durante la sauna i finlandesi si percuotono il corpo con dei fasci di rami e foglie (vihta o vasta) per purificare ed energizzare la pelle; in Lapponia si credeva che colpire vigorosamente un morto con dei rami di betulla potesse riportarlo in vita; la vigilia di Natale i bimbi ungheresi venivano svegliati dal gentile tocco dei rami di betulla [1]. Insomma la tradizione vuole che gli alberi, e di conseguenza i rami, abbiano delle proprietà benefiche e il potere d’infondere la vita.
➡️Leggi il post sul Lunedì della Trave
➡️Leggi il post sul Martedì del Bastoncello
➡️Leggi il post sul Mercoledì della Campana
➡️Leggi il post sul Giovedì di Kiira
A proposito dei metalli. Pendenti e accessori in metallo fanno parte del costume dello sciamano ugrofinnico che spesso viene messo in relazione col fabbro. Si credeva che i metalli avessero il potere di scacciare gli spiriti maligni [2].
➡️Leggi il post sul Venerdì Lungo
➡️Leggi il post sul Sabato del Filo e guarda il video
Fonte di vita, di calore e di luce che scaccia l’oscurità, in molte culture il fuoco è considerato un elemento purificatore. Legato alla simbologia dell’acqua come veicolo di vita e di purificazione, anche lo sputo ha potere depurativo e per alcuni popoli ugrofinnici era associato al rito di benedizione (si pensi alle donne che sputavano pezzi di corteccia di betulla sugli uomini di ritorno dalla caccia all’orso) [3].
La hiljainen viikko termina con la domenica di Pasqua, pääsiäissunnuntai. In passato si credeva che il primo a svegliarsi e a suonare i campanacci sarebbe stato baciato dalla fortuna per il resto dell’anno. Nella Finlandia agraria ci si alzava presto per godersi l’alba e assorbire simbolicamente l’energia del sole. E visto che d’estate si stava spesso senza scarpe, si facevano dei rituali per rafforzare la pelle della pianta dei piedi (ad esempio correre a piedi nudi sui trucioli o carezzarsi la pianta con un arnese affilato). Al cibo si accompagnavano danze e giochi. In alcune zone era tradizione costruire una sorta di altalena in legno (keinupaikka) all’interno di un recinto ricoperto di frasche profumate (hakotarha) che, una volta finita la festa, ospitava gli animali. Sterco e frasche venivano poi bruciati e utilizzati come fertilizzante.
Oggi la Pasqua è in generale un giorno di festa da passare in compagnia della famiglia e di buon cibo.
E noi, come festeggiamo?
Sul nostro tavolo spicca un vaso di rami di salice, faticosamente e comicamente raccolti da Risto affondando in mezzo metro di neve. Ai mignon della Fazer abbiamo affiancato la colomba arrivata dall’Italia; alla ciaccia di Pasqua, immancabile nella colazione pasquale toscana, le karjalanpiirakat; alle classiche uova lesse, il munavoi, l’insalata di funghi e il paté di salmone. A pranzo, gli affettati toscani hanno trovato il loro immancabile compagno nel rosso di Montalcino. E per chiudere, al posto del Vin Santo, un bicchierino di terva. Non è più la Pasqua tipica italiana, né quella finlandese. È semplicemente la nostra, un mosaico di entrambe.
In Finlandia, a Pasquetta (toinen pääsiäispäivä) non si fa nulla di particolare.
- Hyvää Pääsiäistä!= Buona Pasqua!
- Hiljainen viikko/Piinaviikko= Settimana Santa
- Palmusuunnuntai= Domenica delle palme
- Pitkäperjantai= Venerdì di Pasqua
- Toinen pääsiäispäivä= Pasquetta
- Tipu= Pulcino
- Pupu= Coniglietto; Pääsiäispupu= Coniglietto di Pasqua
- Suklaamuna= Uovo di cioccolato
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[1] cfr. Corradi Musi, Carla, 2008, Sciamanesimo in Eurasia, Aracne, Roma, pp.16-17; 19
[2] cfr. ivi pp. 54-56
[3] cfr. ivi pp. 44-45
Fonti e approfondimenti:
- Juhlakalenteri- Pääsiäinen
- Tunturisusi- Pääisiäinen
- Pääsiäinen yhdistää kristillisiä ja pakanallisia perinteitä
- Taivaannaula- Pääsiäinen
- Corradi Musi, Carla, 2008, Sciamanesimo in Eurasia, Aracne, Roma
Foto e testi © Giulia Santelli
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