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Flirt e appuntamenti in Finlandia: 9 errori che noi italiani facciamo più spesso

Se state conoscendo un finlandese o una finlandese, provate almeno per un momento a smettere di interpretare tutto con gli occhi di un italiano. Lo dico perché ci sono passata anch’io: vivo in Finlandia da anni e dal 2014 condivido la vita con un compagno finlandese. Molti dei fraintendimenti tra persone di culture diverse non dipendono tanto dalla lingua, quanto dal significato che attribuiamo agli stessi comportamenti. Un silenzio non è necessariamente imbarazzo, uno sguardo può dire più di un complimento e il romanticismo può essere un piccolo gesto. Imparare a leggere questi codici culturalinon serve solo a evitare malintesi, ma anche a capire meglio come i finlandesi vivono le relazioni. Ecco gli equivoci che, secondo la mia esperienza, noi italiani facciamo più spesso.

Aspettarsi segnali troppo espliciti.

In Finlandia il flirt è spesso molto discreto e passa più dagli occhi che dalle parole: uno sguardo prolungato, il tentativo di incrociare di nuovo i tuoi occhi e una serie di sorrisi possono essere un chiaro segnale di interesse. Se ti aspetti complimenti o dichiarazioni esplicite, rischi di perderti la parte più bella del gioco.
Nei bar e nei locali le persone tendono a essere molto più dirette, complice qualche birra, un’atmosfera più rilassata e la consapevolezza che forse non ci si rivedrà più.

Aspettarsi che sia lui a fare il primo passo.

Se aspetti che sia lui (finlandese) a rompere il ghiaccio, campa cavallo… Le donne finlandesi sono tendenzialmente molto pratiche, indipendenti, intraprendenti e in genere si buttano più facilmente rispetto agli uomini, che di solito ci mettono un po’ a sciogliersi (a meno che non siate al bar…). Quindi, donzelle, fate pure il primo passo.

Arrivare in ritardo.

Se in Italia un “Sono lì tra cinque minuti” può significare ancora un quarto d’ora, in Finlandia è meglio che quei cinque minuti siano davvero CINQUE. La puntualità è considerata una forma di rispetto.

Confesso che all’inizio ho messo a dura prova la pazienza di Risto. Arrivavo puntualmente in ritardo e un paio di volte l’ho fatto aspettare quasi quaranta minuti a -20. Da lì ho capito che il suo era vero amore… 😁

Cercare subito un contatto fisico.

Una mano sulla spalla o un abbraccio sono gesti innocui, ma se arrivano troppo presto rischiano di mettere a disagio chi avete davanti. In Finlandia, soprattutto con persone che non conoscete o con cui non avete ancora abbastanza confidenza, possono essere scambiati per segnali romantici. Noi italiani siamo abituati a comunicare anche attraverso il corpo: sfiorare un braccio mentre si parla, dare una pacca sulla spalla o salutarsi con un abbraccio. In Finlandia questo arriva generalmente più tardi. Lo spazio personale è una forma di rispetto, e la confidenza va conquistata. Questo non significa che i finlandesi non amino le coccole o il contatto, ma semplicemente che preferiscono riservarli alle persone con cui hanno già costruito un rapporto. Ed è proprio per questo che, quando quel contatto arriva, spesso ha un significato molto forte.

Scambiare il silenzio per disinteresse.

Se durante un appuntamento cala il silenzio, non abbiate l’istinto di riempirlo a tutti i costi. Non è detto che l’altra persona si stia annoiando. Noi italiani siamo abituati a pensare che una conversazione riuscita debba scorrere senza pause, e quando nessuno parla, ci viene spontaneo cercare un nuovo argomento, fare una battuta o raccontare un aneddoto. In Finlandia, invece, il silenzio fa parte della comunicazione. Può essere un momento di riflessione, di tranquillità o semplicemente la dimostrazione che non c’è bisogno di parlare per forza. All’inizio è strano, lo ammetto, ma con il tempo ho scoperto che non bisogna intrattenere l’altro a ogni costo, né trovare sempre qualcosa di brillante da dire.

I primi tempi che io e Risto ci frequentavamo abbiamo fatto un viaggio in macchina. Dopo un po’ lui ha smesso di parlare. 10 minuti. 15. 20. Dentro di me avevo già ripercorso ogni singola parola della giornata, cercando di capire cos’avevo detto di sbagliato. Quando finalmente gli ho chiesto se fosse tutto a posto, lui mi ha risposto con un laconico: «Sì». Solo più tardi ho capito che non era arrabbiato, annoiato o deluso. Era semplicemente concentrato sulla strada. E che in Finlandia si può stare bene insieme anche senza dire una parola 🥰

Cercare di impressionare a tutti i costi.

In una cultura dove modestia e uguaglianza sono valori profondamente radicati, sfoggiare soldi, successo o status sociale difficilmente farà colpo. Molto più apprezzati sono una conversazione autentica, un pizzico di autoironia e un interesse sincero per la persona che si ha davanti. Approfitta del fatto che venite da culture diverse e che avete due mondi da scoprire! Siate curiosi l’uno dell’altra.

A proposito di “fare colpo”… la prima volta che Risto mi portò “a cena” non scelse mica un ristorante romantico! Comprò una scatoletta di surströmming, il famigerato pesce fermentato svedese. La aprimmo in riva al lago tra risate, facce disgustate e conati di vomito. Tempo dopo mi confessò di aver pensato: “Se va male, almeno si ricorderà di me”. E aveva ragione 🤣

Aspettarsi che sia lui a pagare.

In Finlandia a volte offre lui, a volte lei, a volte si fa a turno e a volte semplicemente ognuno paga il suo, senza tanti problemi. Non esiste un galateo rigido, né tra amici, né nella coppia, ma di sicuro non aspettarti il classico duello all’italiana su chi tira fuori il portafoglio per primo. Se dici “Offro io”, assicurati di voler davvero pagare perché l’altra persona probabilmente risponderà semplicemente “Ok, grazie”. Se dici “Pago il mio”, nessuno insisterà per convincerti del contrario.

Fare false promesse.

Se dici “Ci sentiamo domani” o “Organizziamo presto una cena”, cerca di farlo davvero. In Finlandia le parole hanno un peso e le promesse, anche quelle più piccole, vengono prese sul serio. In Italia siamo abituati a usare certe frasi come una forma di cortesia: “Dobbiamo assolutamente vederci!”“Ti chiamo uno di questi giorni” o “Passa quando vuoi” non sempre sono inviti da prendere alla lettera. Ma in Finlandia, se una persona dice che ti scriverà presto, ti chiamerà nei prossimi giorni o ti inviterà a cena, stai certo che lo farà. Per questo è meglio evitare promesse fatte tanto per educazione o per evitare un momento di imbarazzo: l’altro le interpreterà come un impegno vero e proprio.

Ci frequentavamo da appena un paio di mesi quando tornai in Italia alla fine dell’Erasmus. Prima di salutarci Risto mi disse: “Verrò a trovarti in Italia, presto”. Io sorrisi pensando “Sì, certo…”. Nemmeno due settimane dopo aveva già comprato il biglietto aereo per Roma. E lì ho capito che con i finlandesi non si scherza… 😆

Aspettarsi che nella coppia ci siano ruoli prestabiliti.

Se la relazione diventa seria, preparati a una visione della vita di coppia molto improntata alla collaborazione. In Finlandia è normale che entrambi cucinino, facciano il bucato, spalino la neve o si occupino della casa. Non esistono “mansioni da uomo” e “mansioni da donna”. Lo stesso vale per i figli: è del tutto normale vedere un papà in congedo parentale, da solo al parco con il neonato o dal pediatra. Più che una divisione dei ruoli, l’idea è quella di due persone che condividono responsabilità e quotidianità.

Non faccio in tempo a prendere lo straccio che Risto è già lì ad aiutarmi. Sullo spirito di squadra niente da dire. Su come spazza il pavimento, invece… 🙄

INFINE…
Oggi moltissime persone in Finlandia si conoscono sulle app di incontri, ma il mio invito è quello di non dimenticare il mondo che c’è fuori. Uscite, partecipate agli eventi, iscrivetevi a un corso, fate due chiacchiere con chi avete accanto, siate curiosi e lasciatevi sorprendere. Chissà, magari la persona della vostra vita è seduta accanto a voi al pub o in sauna. Basta alzare gli occhi dallo schermo 😉

Le differenze culturali possono creare qualche malinteso, ma sono anche una delle parti più divertenti di una relazione interculturale e un’occasione unica per vedere il mondo con occhi diversi.
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Testi © Giulia Santelli

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