In Finlandia si mangia in modo diverso rispetto all’Italia, ma non è solo una questione di piatti: è il ritmo, e soprattutto l’approccio al cibo, a cambiare, più funzionale, veloce e meno legato alla convivialità.
*Quelle che seguono sono osservazioni personali e non regole assolute: il rapporto con il cibo varia da persona a persona, ma credo che si possano comunque riconoscere alcune abitudini e tendenze culturali comuni.
Cosa si mangia in Finlandia
Se dovessi riassumere la cucina tradizionale finlandese in poche parole direi: semplice, stagionale, funzionale.
Alla base ci sono patate, tuberi, cereali, latticini e una grande varietà di prodotti da forno. Il pane di segale, con sopra burro o margarina, è probabilmente l’alimento più iconico della dieta quotidiana, che accompagna praticamente ogni piatto.
Il pesce occupa un ruolo centrale, soprattutto il salmone, ma ci sono anche molti pesci di lago (trota salmonata, luccio, coregone, ecc.) e le aringhe. Pollo, maiale e vitello vengono consumati in quantità minore rispetto al passato e sono molto diffusi i prodotti già pronti o marinati/affumicati, pensati per essere cucinati senza troppi sbattimenti. La selvaggina è meno comune nella vita quotidiana e si trova raramente nei supermercati. La carne di renna è più legata alle zone del nord e alle comunità di allevatori. Negli ultimi anni la cucina finlandese è diventata sempre più vegetariana e vegana, soprattutto nelle città. Le verdure più utilizzate sono cavolo, insalata, cetrioli, pomodori, peperoni, carote e zucchine (spesso crude). Le insalate sono condite con salse già pronte, più che con olio d’oliva. Molto amate le zuppe e le vellutate.
Latte e formaggi sono ampiamente consumati, mentre la panna insaporisce tanti piatti della tradizione.
I frutti di bosco sono parte integrante della quotidianità e si legano profondamente alla storia della Finlandia, al territorio e alla tradizione.
I finlandesi amano il cibo internazionale. Non è raro che quando si mangia fuori si scelgano ristoranti di sushi, kebab, pizza, hamburger o cucina asiatica, mentre la classica cucina finlandese è più presente nella vita quotidiana domestica o nei buffet del pranzo.
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Il ritmo
La cosa che più mi ha stordita è stata l’orario. Qui si mangia presto, ma presto davvero. La prima volta che una mia amica mi invitò a cena alle 16:30 non ebbi il coraggio di dirle che, per me, quella era l’ora della merenda… Oggi i miei amici finlandesi lo sanno: se vengono da me, si cena più tardi, verso le 19:30 o le 20; se invece non c’è molta confidenza, anticipo, per evitare che gli ospiti muoiano di fame.
Anche il modo di vivere il pasto è diverso. In Italia è un momento condiviso, si sta a tavola insieme, si chiacchiera, mentre in Finlandia il cibo è prima di tutto carburante e spesso si mangia semplicemente quando si ha fame. Chi c’è, c’è. Più di una volta mi sono ritrovata con la tavola pronta e Risto che aveva già mangiato: all’inizio non gli veniva nemmeno in mente di aspettare per sedersi insieme, apriva il frigo e si arrangiava con qualcosa al volo, in piedi. E quante volte lui finiva, ringraziava, sparecchiava e si alzava mentre io ero ancora lì a metà piatto. Questa stessa praticità si nota anche al supermercato, tra tantissimi piatti pronti e carni già speziate/marinate, pesce marinato/affumicato pronto all’uso, mix di insalate già lavate: una comodità che ovviamente riflette pure i ritmi di una società sempre più veloce.
Colazione – Aamupala
Per colazione si preferisce il salato al dolce: pane (spesso di segale) o magari tortini careliani con sopra burro/margarina, formaggio, magari un affettato/salmone e qualche fetta di cetriolo o pomodoro; porridge in tutte le varianti con sopra frutta, frutta secca, bacche, granola, ecc. ma anche yogurt, frullati e centrifughe. E naturalmente una tazzona di caffè, magari con un po’ di latte intero o d’avena.
I finlandesi fanno una colazione veloce, ma non in vacanza… A quanto pare uno dei requisiti fondamentali per la scelta dell’hotel è proprio il buffet della colazione. E per non perderlo, si mette la sveglia di buon’ora.
Ma se volete vedere la “vera” colazione finlandese, allora dovete guardare questo famoso sketch.
A casa nostra: Io resto fedele al cornetto con la cioccolata, al bombolone alla crema e al pane con la marmellata. Risto, invece, preferisce un panino con pollo, affettati, salmone o aringa. Anche gli avanzi della sera prima, vanno bene per colazione…
Caffè. Caffè. Caffè.
Pranzo – Lounas
In Finlandia la pausa pranzo si consuma solitamente tra le 11 e le 12:30. Molti ristoranti a pranzo propongono il lounasbuffet: con circa 13 euro si mangia in modo abbondante e completo, scegliendo tra diversi piatti caldi, insalate e contorni. La stessa formula si ritrova negli Autogrill ABC e nelle mense scolastiche, universitarie e aziendali, che offrono buffet vari e spesso di ottima qualità, con piatti locali e internazionali a prezzi bassissimi.
Niente vino, né ammazzacaffè se poi si torna al lavoro, su questo i finlandesi sono rigorosi. Accompagnano il pasto latte, acqua, succhi di frutta, piimä (latte acidificato) e kotikalja, una bevanda leggermente fermentata. Per finire, tè o caffè.
Caffè. Caffè. Caffè.
Cena – Illallinen
Di solito in Finlandia si cena tra le 16:30 e le 18. Non è certo una regola scritta, ma basta guardare gli orari dei ristoranti — molte cucine che chiudono intorno alle 21 — per capire che qui la giornata finisce prima.
A tavola si resta giusto il tempo necessario per mangiare, senza tirarla tanto per le lunghe. La convivialità ha un altro ritmo.
A casa nostra: Io pranzo intorno alle 13 e ceno intorno alle 20. Risto ormai si è arreso ai miei ritmi mediterranei, imparando anche un modo più lento e sociale di stare a tavola. Sulla nostra tavola convivono carbonara e lohikeitto, pizza e riisipuuro, tagliata con rucola e parmigiano e kaalilaatikko. Mentre lui pasteggia con il latte, io preferisco di gran lunga un buon bicchiere di vino rosso!
Spuntino serale – Iltapala
Visto che di solito i finlandesi cenano presto, verso le 20 ci sta uno spuntino leggero: frutta, bacche, yogurt o un sandwich.
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Testi e foto © Giulia Santelli